Soggetto e drammaturgia Michele Pagliaroni
Regia Michele Pagliaroni
Con Lorenzo Benedetti, Umberto Brunetti, Riccardo Ciocci, Andrea Milano, Giulia Parenti, Daniele Targhini
Costumi Erika Giacalone
Scene Fabiola Fidanza, Erika Giacalone, Giulia Maione, Giuliana Rinoldo, Monica Scaloni
Luci Francesco Mentonelli
Aiuto regia Arianna Primavera
Photo Donatello Trisolino, Alessandro Brugnettini
Grafica Danilo ‘Sailor Danny’ Mancini
Produzione CTU Cesare Questa, Accademia Raffaello – 2017
In collaborazione con Comune di Urbino, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, AMAT

Riconoscimenti: lo spettacolo ha ricevuto la benemerenza ufficiale dell’Accademia Raffaello

Sinossi

Nella Roma del 1518 Raffaello Sanzio è il principe indiscusso delle Arti. A lui vanno i favori  dei Papi e le favolose richieste dei committenti più facoltosi. È dalla prospettiva del rivale Sebastiano del Piombo che si sviluppa la drammaturgia di Divinissimo; egli sarà costretto ad affrontare i propri limiti e tenterà ostinatamente di dare un corpo alla propria superbia, all’ombra incombente del talento luminoso di Raffaello, il Grande Assente dello spettacolo. In questo meccanismo comico perfetto s’inserisce una storia d’amore impossibile, ostacolata da un terribile fatto di sangue, ma che troverà il suo trionfo nella famosa Loggia di Psiche.

Lo spettacolo è un’opera originale che si ispira ai meccanismi drammaturgici della farsa della tradizione comica italiana, ma se ne discosta in maniera decisa affidando il proprio messaggio morale anche a momenti intensamente lirici e poetici che fanno tesoro della lezione del teatro del novecento. Questa commistione di stili si riflette anche sul piano della regia: i momenti comici sono affidati ai ritmi della Commedia dell’Arte – teatro comico rinascimentale, appunto – di cui la compagnia ha una consolidata esperienza, con efficaci momenti di lirismo affidati al sentimento cristallino dei giovanissimi interpreti. I personaggi ricalcano figure realmente esistite: oltre ai pittori Sebastiano Del Piombo e Giulio Romano compaiono anche Agostino Chigi – famoso banchiere-mecenate – e la cortigiana Francesca Ordeaschi.

Note di regia

Con Divinssimo ho voluto raccontare la complessa figura di Raffaello Sanzio utilizzando una prospettiva originale, facendone rivivere il carisma attraverso le prospettive di altri personaggi che, complice lo scherzo beffardo del caso, si trovano ad incrociare le proprie strade con quella del Maestro di Urbino. Da tutte queste differenti visioni emerge uno sguardo complesso sull’artista, che non tiene conto solo della figura di pittore angelico che la Chiesa dei Papi Principi si è impegnata a tramandare, ma anche di altri aspetti della sua personalità, più legati alla vita terrena e magari meno conosciuti.

Gli attori del CTU Cesare Questa sono stati fondamentali nel percorso di costruzione dello spettacolo; grazie alle loro caratteristiche e alle loro idee siamo riusciti a creare personaggi complessi e profondi. Per le scene comiche ho scelto di utilizzare le tecniche espressive della Commedia dell’Arte, che sono state sfruttate per dare ritmo e colore all’azione drammatica, mentre i momenti di tensione lirica sono stati sublimati attraverso repentini cambi di registro, che immergono improvvisamente lo spettatore in situazioni più intime o propriamente tragiche.

Michele Pagliaroni

 

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